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Archive of the Geological Service (Ufficio Geologico) (Former Head Office, Largo di Santa Susanna, Rome)

The present state of the documents now available concerning the Geological Survey of Italy gives a rather precise idea of the content and scope of the original archives preserved at the Head Office of the Ufficio Geologico, Largo di Santa Susanna, Rome. The main body of the documents roughly covering the years 1860-1890 is however preserved at the Central State Archives in Rome, and are briefly described in the next page.

Throughout its history and the different buildings it occupied, the Head Office of the Geological Survey preserved a rich collection of documents. These concerned copies of official papers, drafts of decrees or notes sent to the Parliamentary liaison officer in order to defend the budget of the Service during the yearly auditions. Yet, there were also documents copies of which cannot be found at the Central State Archive. For instance, documents relating to the national examinations to recruit the first surveying staff in the late 1860s and early 1870s were not sent to the Ministry, being considered “internal” to the working of the Survey. For the same reason, the correspondence with officers in the field was also kept in the Survey office.

Two types of documents are also unique to the Head Office archive. Firstly, the correspondence with Italian and foreign geologists, though not much of it appears to have survived, since internal evidence suggests that the correspondence constituted an important segment of the archive. Secondly, a set of journals kept by Felice Giordano from 1889 to 1892, the year of his death, monitoring month after month the activities of the Survey. These were clearly intended to provide Giordano with arguments against the constant harrassment from the Director General of the Ministry of Agriculture, set on reducing the funding and activities of his rival.

One final document, the last in chronological order, deserves particular mention: a typewritten blue book by Bruno Martinins, dated 1985, and assessing the difficulties and the isolation the Geological Survey of Italy was living through, after the completion of the 1/100/000 map in 1970, one hundred and ten years after the beginning of the survey.

Thanks to the cooperation of the Geological Survey staff, and of Mr. Volpe, who salvaged a section of the archive, what is left of the archives of the Geological Head Office has been photocopied during the mid-1990s and in 2003. Much of the original documents are at present unavailable, and all the photocopied documents are reproduced in image format on the website.

Pietro Corsi

Archivio del Servizio Geologico Ex-Sede di Largo di Santa Susanna

Lo stato attuale degli archivi del Servizio Geologico, seppure gravemente lacunoso, permette di farsi un'idea piuttosto precisa dei contenuti e dell'ampiezza degli archivi originali, depositati per molti decenni nella sede di Largo di Santa Susanna. Un corpo sostanzioso di filze, noto come 'Versamento MAIC', relativo al Servizio, è inoltre conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato di Roma, ed è sommariamente descritto alla pagina seguente.

Per tutta la sua storia, e attraverso le varie sedi che occupò, l'Ufficio Geologico - come fu chiamato per più di un secolo - preservava una ricca collezione di documenti. Si trattava in parte di copie di comunicazioni ufficiali, di bozze di decreti o di serie di appunti redatti a beneficio del relatore del bilancio che ogni anno doveva difendere in Parlamento le sorti finanziarie dell'Ufficio. Tuttavia, vi erano anche documenti di cui non si trova copia nel versamento MAIC. Ad esempio, i fascicoli relativi ai primi concorsi per il reclutamento di geologi rilevatori, espletati tra la fine degli anni 1860 e i primi anni 1870, non furono inviati al Ministero, in quanto di pertinenza esclusiva dell'Ufficio. Per la stessa ragione, la corrispondenza con il personale dell'Ufficio veniva conservata negli archivi interni.

Due tipi di documenti meritano di essere segnalati, tra quelli giunti sino a noi. In primo luogo, la corrispondenza con geologi italiani e stranieri: relativamente poche lettere sono sopravvissute, che fanno tuttavia comprendere che si trattava di uno scambio importante. In secondo luogo, una serie di diari che coprono gli anni tra il 1889 e il 1892, tenuti da Felice Giordano, che danno conto delle attività mensili del servizio. Il tenore delle annotazioni fa pensare che Giordano prendesse data per poter poi rispondere a tono alle contestazioni sempre più frequenti della Direzione Generale del Ministero, che cercava di ridurre al minimo le attività del rilevamento geologico.

Un documento finale, che chiude la serie cronologica, merita una menzione particolare: si tratta di un libro bianco redatto nel 1985 da Bruno Martinis, Presidente del Comitato Geologico per quasi vent’anni, che esprime profonda frustrazione dinanzi allo stato di abbandono in cui a suo avviso versava il progetto della Carta Geologica d'Italia, dopo il completamento nel 1970 della carta al 1/100.000.

Grazie alla collaborazione del personale del Servizio Geologico, e del Signor Volpe, che ha recuperato con commendevole solerzia parte dell'archivio, ciò che rimane dei fondi originariamente depositati presso il Servizio Geologico è stato fotocopiato da Pietro Corsi tra la metà degli anni 1990, e nel 2003 per l'Archivio Volpe. I documenti originali non sono al momento disponibili. Si è pertanto ritenuto indispensabile ricostruire virtualmente i frammenti di archivio rimasti, riproducendoli integralmente in formato immagine sul sito.

Pietro Corsi

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