HistMap : the european network dedicated to history of geology and maps

histmap

Il Progetto HistMap

La Prima « Big Science » : le carte geologiche, 1800-1900

Lo studio delle imprese di cartografia geologica nel corso del diciannovesimo secolo (e oltre) solleva questioni cruciali relative al complesso rapporto tra scienza, opinione pubblica, e Stato, in Europa come negli Stati Uniti e nelle regioni sottoposte al dominio coloniale occidentale. Eppure, il tema è stato solitamente trascurato dagli storici della scienza, della formazione delle moderne amministrazioni statali, della legislazione e persino della geologia. Il che è quanto meno sorprendente. In effetti, la costituzione e il funzionamento di agenzie pubbliche dedite alla cartografia geologica rappresenta uno dei primi casi di realizzazione di un sistema di « big science » nel mondo occidentale, esportato anche nelle colonie, dall’India inglese all’Indonesia olandese.

Il rilevamento, la redazione e la pubblicazione della prima edizione di una carta geologica nazionale o coloniale richiesero in media una sessantina d’anni. Il sostegno dei Parlamenti e dell’opinione pubblica si rivelò cruciale quando diverse imprese cartografiche furono sottoposte a critiche impietose (come fu il caso in Italia nel corso degli anni 1880, della Francia alla fine degli anni 1860, o del Belgio negli anni 1870), o quando si fece presente che i benefici economici che i sostenitori dell’impresa avevano annunciato tardavano a materializzarsi. Le carte geologiche richiedevano l’impiego di decine di geologi, disegnatori, stampatori ; la formazione di collezioni, scuole e musei ; la soluzione di litigi tra agenzie pubbliche e istituzioni, a proposito, ad esempio, del diritto d’accesso a proprietà private o sottoposte all’autorità militare, o il rendere pubblici pericoli potenziali o ricchezze minerarie in una determinata regione.

Infine, non si è ancora riusciti a spiegare - semplicemente perché non ci si è posti il problema - per quale ragione i Servizi Geologici di alcuni paesi, l’Inghilterra o gli Stati Uniti, ad esempio, siano riusciti a mantenere le loro posizioni nel corso del XIX e del XX secolo, mentre altri, come l’italiano e il francese (in misura diversa) hanno avuto vita tutto sommato difficile, spesso nell’indifferenza generale. La geologia applicata alla cartografia, si è spesso detto negli ultimi decenni, non trova posto nel Pantheon della scienza contemporanea. Il che rende ancora più interessante il disinteresse storiografico verso l’impresa delle carte geologiche. Il nostro sito, accessibile attraverso gli indirizzi www.histmap.net o www.crhst.cnrs.fr/histmap , si propone di attirare l’attenzione di geologi e storici, archivisti e responsabili di collezioni librarie sull’importanza di una ricerca che lo strumento elettronico rende altamente efficace. Saremo grati a tutti coloro che vorranno inviarci i loro commenti e segnalazioni concernenti fonti manoscritte o cartografiche.

La Carta Geologica d'Italia

Nonostante un retaggio storico di tutto rilievo, ed una forte presenza sulla scena internazionale, le complesse vicende della geologia italiana costituiscono un settore di studio piuttosto trascurato. Un piccolo e attivo gruppo di storici della geologia sta tuttavia portando un contributo significativo alla ricostruzione del passato di una disciplina che l’Italia ha contribuito a fondare, dal Rinascimento al diciannovesimo secolo.

La scarsa attenzione portata alla storia della geologia italiana si trasforma in oblio per quel che concerne la storia della Carta Geologica d’Italia, dall’inizio del progetti, nel Dicembre del 1861, sino alle recenti polemiche sulla più recente ristrutturazione del Servizio Geologico. Tra le ragioni dello scarso interesse, va tuttavia annoverato il carattere rapsodico degli archivi concernenti il rilevamento geologico del Paese. La situazione è tuttavia notevolmente migliorata nel corso dell’ultimo decennio. L’Archivio Centrale dello Stato ha acquisito e riordinato un importante e voluminoso fondo che permette di ricostruite la vita quotidiana e le difficili relazioni tra l’ufficio dei geologi operatori e il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio per il periodo 1860-1900 circa. Le corrispondenze di geologi Italiani, in particolare il fondo Sella presso l’omonima Fondazione di Biella, l’Archivio Capellini conservato presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, o i fondi manoscritti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa costituiscono ulteriori e preziosi fonti per la storia della Carta Geologica Italiana.

Non vanno infine trascurati gli archivi del Servizio Geologico, vittime di diverse ristrutturazioni e cambiamenti di sede. Una parte importante di quanto sopravviveva di tali archivi a metà degli anni 1990 è stata fotocopiata da Pietro Corsi. Il progetto HistMap ha deciso di aprire il sito web pubblicando on line, in formato immagine, i circa 2500 documenti sopravissuti al tempo (www.crhst.cnrs.fr/histmap).

La ricostruzione storica che intendiamo avviare costituirà un indispensabile complemento alla ricchissima collezione di carte geologiche storiche d’Italia costituita dall’équipe diretta dal Professor Luigi Carmignani, che si è avvalsa della collaborazione documentaria della Biblioteca del Servizio Geologico di Roma : la collezione completa è consultabile al sito http://www.egeo.unisi.it/.

Pietro Corsi, Università Parigi 1 Panthéon-Sorbonne. Luglio 2004.

Back

Editeur/editor : Pietro CORSI, pietro.corsi@history.ox.ac.uk - Le site internet est hébergé sur la grille de services de la TGIR Huma-Num.